1 Un percorso di ricerca
Ripensare la storia degli Italiani e delle Italiane in una prospettiva transnazionale induce a interrogarsi sugli spazi del «fare storia», nonché sulle rinnovate questioni di scala (tanto internazionale e globale, quanto locale e regionale), nelle trasformazioni dello spazio statual-nazionale nel corso degli ultimi due secoli. Un percorso privilegiato in tal senso riguarda, in primo luogo, il fenomeno dell’emigrazione italiana nel mondo, con attenzione a connessioni e inter-dipendenze, dentro e oltre gli spazi peninsulari, tra Europa e Mediterraneo, oltre Atlantico e attraverso i continenti. Nella storia contemporanea l’emigrazione italiana nel mondo costituisce uno dei più significativi movimenti di mobilità migratoria a livello globale. Del resto l’Italia, paese europeo al centro del mare Mediterraneo, fu sempre crocevia migratorio: emigrazione e immigrazione insieme furono un fattore identitario della storia italiana e della continua mobilità delle popolazioni (interne ed esterne, in partenza e in arrivo) che l’hanno interessata.
Dal 1870 a oggi, circa ventinove milioni di italiane e italiani lasciarono il Paese; erano perlopiù senza istruzione e disoccupati, in cerca di lavoro e di un riscatto sociale. I dati statistici sono impressionanti. L’emigrazione di massa si ebbe prima della Grande Guerra. Emigrarono soprattutto uomini, giovani in primo luogo, con successivi ricongiungimenti familiari da parte di moglie e figli; uno su tre veniva dalle campagne e dal mondo contadino. I principali paesi di destinazione furono gli Stati Uniti (5,8 milioni), la Francia (4,4 milioni), la Svizzera (4,3 milioni), l’Argentina e la Germania (con 3 milioni ciascuno), il Brasile (1,5 milioni). Per consistenza numerica le principali regioni d’origine degli emigranti italiani furono il Veneto (3,2 milioni), la Sicilia e la Campania (con 2,9 milioni ciascuna), la Lombardia (2,5 milioni), il Piemonte e la Valle d’Aosta (2,3 milioni), il Friuli (2,2 milioni) e la Calabria (2 milioni). Rilevante è tutt’oggi il numero degli “oriundi”, ovvero dei discendenti da genitori o parenti di origine italiana: se ne calcolano oltre 70 milioni. Tra il 1876 e il 1976, più di 11 milioni di italiani attraversarono l’oceano Atlantico verso le Americhe e l’Australia; nel primo quindicennio del Novecento, quando i viaggi transoceanici produssero il momento più alto della mobilità, circa 300.000 persone partivano annualmente dai porti d’imbarco (Genova, Napoli, Palermo e Messina).1 Il fenomeno ha una “lunga” storia e nel tempo presente esso ha registrato una rinnovata tensione tra “partenze” e “arrivi”; in questo caso nella congiunzione di flussi dai continenti africano e asiatico di migranti economici e di rifugiati per motivi politici, religiosi e ambientali.
Le ricerche sulle “diaspore” migratorie e sulle reti transnazionali hanno contribuito a un ampliamento delle conoscenze, mettendo in correlazione emigrazione e immigrazione e favorendo quindi un approccio globale al fenomeno. L’indagine focalizza le modalità di integrazione sul piano comparativo (per esempio tra New York e Buenos Aires oppure tra Parigi e la stessa New York), mentre si guarda alle comunità della Little Italy andando oltre il più noto caso statunitense. Emerge la dimensione territoriale e sociale del processo migratorio sul piano tanto delle “catene migratorie” che del “doppio localismo” che influenzano i percorsi migratori tra la comunità di partenza e quelle di arrivo. L’universo dell’emigrazione italiana, muovendo dagli esuli del “lungo Ottocento”, attraverso viaggi transoceanici che segnavano un “prima” e un “dopo” nella vita delle persone, deve tenere insieme “identità politica” e “identità culturale”, affetti privati e sentimento di “italianità”, nella costruzione di una cittadinanza che si definisce nella rete di relazioni tra italiane/italiani all’estero e storia nazionale. Una storia transnazionale, culturale e politica, delle migrazioni italiane nel corso degli ultimi due secoli permette inoltre di cogliere meglio le specificità e le analogie con i flussi di immigrazione verso l’Italia negli ultimi decenni.