Le parole chiave del laboratorio didattico:
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Temporalità: dagli anni 1870 a oggi, il fenomeno migratorio italiano ha subito diverse forme di evoluzione e di cambiamento (nei ritmi, nelle destinazioni, nelle modalità). In che misura ciò che si chiama «italianità» si è trasformata? Diversi fasi politiche (il Risorgimento, il regime fascista, gli anni di piombo, l’Italia berlusconiana...) hanno avuto un ruolo particolare in tema di migrazioni? La memoria delle migrazioni italiane ha contribuito a creare una specifica forma di «italianità». Come l’«italianità» si trasmette in seno alla struttura familiare? Quale fu il ruolo delle identità di genere (femminile e maschile) in questa trasmissione (o non trasmissione)?
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Viaggio/Viaggi: interroghiamoci sulla complessità dei viaggi delle italiane e degli italiani (andate e ritorni, viaggi multipli, migrazioni a tappe), così come pure sull’intermezzo tra i viaggi (attesa, transito): i legami tra la forma, la durata, il ritmo del viaggio e l’«italianità» (catene migratorie, percorsi a tappe, mobilizzazioni di altre risorse in caso di difficoltà).
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Istituzioni: lo studio del ruolo delle istituzioni nella costruzione, nel mantenimento o nel rafforzamento dell’«italianità» nel corso del processo migratorio. Il ruolo dei Consolati Generali, della Chiesa cattolica, delle associazioni tra gli emigranti potranno essere l’oggetto di analisi specifiche su casi locali e di storie comunitarie.
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Carta/Carte: carte di identità, lettere, archivi familiari, stampa, diari, banconote... la carte, le carte sonoil compendio del fenomeno migratorio in quanto legame tra migranti e famiglie, tra gruppi di migranti all’estero o in quanto testimonianze della migrazione per le generazioni successive.
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Parola/Parole: come nel caso di “Carta/Carte”, possiamo promuovere una riflessione sulla lingua italiana, studiarla come supporto dell’«italianità». Un’attenzione specifica merita la lingua, la sua evoluzione, la perdita su una o più generazioni o, al contrario, sugli sforzi per conservarla. Cinema, letteratura, canzoni (aventi o meno a oggetto il fenomeno migratorio) devono essere considerate come manifestazioni specifiche e vettori della cultura italiana al di là delle frontiere nazionali.
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Gesto/Gesti: si indagano le pratiche culturali che riguardano i trasferimenti, gli scambi, le mutue influenze tra cultura d’origine dei/delle migranti e quelle dei contesti nazionali di arrivo. Ci si potrà riferire tanto all’attività agricola che allo sport, alle pratiche religiose, alle tradizioni gastronomiche, alle tecniche professionali ecc.