9 Internet, social network e politica
Nel corso degli ultimi trenta anni, anche grazie allo sviluppo tecnologico della microelettronica e della digitalizzazione, è stata possibile la trasmissione e l’archiviazione di immagini e informazioni a costi sempre più ridotti, mettendo in relazione vecchi e nuovi media all’interno di un sistema che è diventato così complementare e globale. Per questo, già sul finire del xx secolo alcuni studiosi prefiguravano l’avvento di una “società dell’informazione” determinata dalla convergenza di computer e telecomunicazioni.5
Un’accelerazione di questo processo è stata indubbiamente rappresentata dallo sviluppo di Internet, capace in breve tempo di trasformare tanto le forme della socialità quanto quelle della comunicazione e propaganda politica. A partire dalla metà degli anni Novanta si è assistito a una crescita esponenziale degli utenti della Rete: tra il 1995 e il 2020 si è passati da 26 milioni a 4, 3 miliardi di internauti, con Europa e Stati Uniti che costituiscono circa un quarto degli utenti nel mondo, laddove il continente asiatico è pari a oltre il 50% del pubblico della rete (Tabella L1).
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Fonte: Internet World Stats (https://www.internetworldstats.com/stats.htm) |
I tassi di penetrazione nei singoli continenti indicano tuttavia come in Europa e negli Stati Uniti circa il 90% del totale della popolazione utilizza regolarmente Internet, mentre in Asia questo dato scende al 53% e in Africa sotto il 40% (Tabella L2). Nonostante il digital device tra le varie aree del mondo, Internet ha permesso di rendere la comunicazione sempre più globale e interconnessa.
Ciò è emerso chiaro con gli attacchi alle Torri gemelle dell’11 settembre 2001, quando il web ha acquisito una sua legittimazione (video 13), favorendo lo sviluppo di forme di comunicazione decentrata attraverso la diffusione di fotografie e video amatoriali in rete.
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Fonte: Internet World Stats (https://www.internetworldstats.com/stats.htm) |
Anche grandi canali satellitari come CNN, Al Jazeera e BBC si sono adeguati usando blog e social network come fonte di informazioni per coprire alcune crisi internazionali, come nel caso della Primavera Araba tra il 2010 e il 2011.
Nell’ultimo decennio il rapporto tra la politica e i social network, in particolare Facebook eTwitter, ha spinto da un lato verso nuovi modelli di democrazia partecipativa, dall’altro verso forme di comunicazione politica personale e personalizzata che li hanno accreditati come tribune virtuali dalle quali rivolgersi ai propri sostenitori. Il primo esempio di questa tendenza è stato registrato con la campagna per le elezioni Presidenziali, americane del 2008 di Barack Obama. In questa occasione attraverso i social è stata costituita una comunità politica virtuale che ha portato alla mobilitazione di circa 30 milioni di elettori attraverso una comunicazione dal basso, orizzontale, che si è integrata con gli altri mezzi di comunicazione, favorendo la vittoria del candidato democratico (video 14).
Il successore di Obama, Donald Trump, nelle elezioni presidenziali del 2016 ha potuto contare sul sostegno di un pubblico di internauti lontano dai social network tradizionali che ha dimostrato l’importanza della comunicazione attraverso il web.6
In Italia, negli ultimi dieci anni, dal punto di vista politico si è assistito a un uso massiccio della comunicazione social sia attraverso i profili personali dei singoli leader, sia tramite la nascita di forme di organizzazione e militanza promossi attraverso il web, come nel caso del Movimento 5 Stelle (video 15). Esso ha utilizzato Internet come forma iniziale di aggregazione e come luogo dove fare esprimere i propri militanti sulle decisioni politiche da prendere attraverso la piattaforma Rousseau (https://vote.rousseau.movimento5stelle.it).
I nuovi e recenti sviluppi hanno condotto a una progressiva democratizzazione del dibattito pubblico. In una società dominata dal sistema delle comunicazioni, per i politici è necessario esprimere continuamente la propria opinione anche attraverso un semplice commento pubblicato sui social per legittimarsi davanti a un pubblico potenziale. Anche in Europa, come negli Stati Uniti, questo ha finito per alimentare delle campagne elettorali dove l’uso della propaganda e dell’immagine risponde a modalità di interazione e di convincimento che riprendono i codici della comunicazione virtuale, sia in occasione delle elezioni nazionali che di quelle per il Parlamento europeo. (Figura L4 e Figura L5).

Figura L4 Manifesto elettorale della Lega, Elezioni Europee 2019.

Figura L5 Manifesto elettorale del Partito Democratico, Elezioni Europee 2019.
Se nelle democrazie occidentali e nell’Unione europea la politica appare delegittimata dal peso esercitato dai media sull’opinione pubblica, Internet ha introdotto una forma diversa di sfera pubblica sui cui effetti appare ancora oggi prematuro esprimere valutazioni perentorie, ma che pone la politica davanti al rischio di venire ulteriormente delegittimata.

