7 La nascita della televisione: dagli Stati Uniti all’Europa
Con l’avvento della televisione, il primato della radio come medium di massa fu seriamente messo in discussione. La possibilità di vedere le immagini in movimento associate a un commento sonoro rese la televisione più competitiva ed efficace. La prima trasmissione televisiva commerciale ebbe luogo in Nord America nel 1939, ma è solo dopo la seconda guerra mondiale che la televisione cominciò ad affermarsi come medium di massa. Gli anni Cinquanta sono gli anni della grande espansione del nuovo medium. I programmi inizialmente erano ripresi dalla radio e dal cinema, ma presto nacquero le prime trasmissioni di commedie e film di avventura girate esclusivamente per la televisione. Il pubblico di massa che si entusiasmava per la radio negli anni Trenta, negli anni Cinquanta era pronto a passare alla televisione. Nel frattempo crescevano le opportunità di lavoro, la mobilità delle persone e la loro disponibilità di denaro e tempo libero. Tuttavia, la vita familiare rimaneva ancora saldamente ancorata alla casa, specialmente la sera e nei fine settimana, quando la televisione portava i suoi programmi di intrattenimento direttamente nelle case degli americani. Infatti tra il 1950 e il 1959 la crescita del possesso di apparecchi era passato da 4 a 44 milioni, corrispondenti a circa l’86% della popolazione americana usufruisse del nuovo medium. La televisione e i nuovi stili di consumo emersi negli anni postbellici hanno avuto uno sviluppo simultaneo. I cambiamenti dello spazio domestico e le aspirazioni della nuova classe borghese si riflettevano nei programmi televisivi. I colossi radiofonici statunitensi (NBC, CBS e ABC) passarono al mezzo televisivo, costituendo un oligopolio a livello nazionale che sfiorava il 60% della programmazione.
Se negli Stati Uniti si affermò il modello commerciale basato sulle stazioni locali private collegate in network e controllate da grandi gruppi industriali che si finanziavano attraverso la pubblicità, in Europa si impose il monopolio pubblico basato su canali nazionali statali che si finanziavano con gli abbonamenti, le sovvenzioni dello Stato e la pubblicità. Gli enti radiofonici pubblici preesistenti si trasformavano in enti radiotelevisivi. Il primo Paese in Europa a riavviare la programmazione, condotta in via sperimentale prima dello scoppio della guerra, fu l’Inghilterra nel giugno 1946, seguita dalla Francia nel 1949.
In Italia la Rai iniziò le trasmissioni il 3 gennaio 1954 (video 8): come negli altri Paesi la Tv si sovrappose alla radio per generi e modelli, affermandosi in maniera definitiva come il più influente medium di massa negli anni Sessanta. Tra il 1954 e il 1968 il numero di abbonati passò da 70 mila a oltre 8 milioni e il televisore diventò uno dei simboli del boom economico a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta. La televisione in questi anni svolse una funzione pedagogica nei confronti degli italiani, contribuendo ad avvicinare, da un punto di vista simbolico e linguistico, aree molto distanti del Paese. Inoltre il successo di alcune trasmissioni di intrattenimento ed evasione avrebbe alimentato lo sviluppo di una cultura “nazional-popolare” influenzata dalla televisione.