3 La prima guerra mondiale tra propaganda e censura

Nel corso della prima guerra mondiale (1914-1918) la stampa si consacra sia come strumento di governo per diffondere la “versione ufficiale” che come mezzo di informazione

Figura L2 Prima pagina del primo numero de l’«Avanti!», 25 dicembre 1896.

sugli avvenimenti della guerra raccontando anche scomode verità. L’atteggiamento dei governi nei confronti dei mass media oscillò tra la censura delle notizie e la propaganda, sia interna usata per fortificare lo spirito patriottico e conquistare il consenso della popolazione, sia esterna verso le popolazioni nemiche. In generale in questa fase i paesi anglosassoni come il Regno Unito e gli Stati Uniti si rivelarono più liberali nel rapporto con i giornali.

In questo periodo nacquero anche strumenti nuovi legati alla propaganda come il volantino, che veniva lanciato dall’aviazione verso la popolazione civile per fiaccare lo spirito del nemico invitandolo ad arrendersi, e i primi cinegiornali, che tenevano informati sull’andamento delle operazioni belliche. Nell’ambito della propaganda si fece largo ricorso anche ai manifesti, tra i quali si distinse il celebre manifesto di arruolamento alle armi dell’esercito statunitense con il volto dello zio Sam e la scritta “I want you” (Figura L3). La prima guerra mondiale, come conflitto globale dell’età contemporanea, fu anche il primo conflitto totale giocato anche con le armi delle comunicazioni di massa. La grande stampa, accusata in questi anni di operare un “lavaggio del cervello” o una “mobilitazione delle coscienze”, avrebbe perso quel prestigio di cui aveva goduto, soprattutto in Paesi come Francia e Germania.

Figura L3 Manifesto di Arruolamento dell’U.S. Army, 1917.

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