1 L’età del telegrafo: dagli Stati Uniti al “villaggio globale”

Durante l’età Moderna (sec. XVI-XIX) l’idea di “comunicazione” era legata ai commerci e ai trasporti. Le notizie viaggiavano insieme alle merci in un’epoca in cui i grandi imperi intercontinentali avevano costante bisogno di essere collegati dal centro alla periferia. A partire dagli anni Quaranta del XIX secolo si rompe il legame fra il trasporto e la comunicazione con l’invenzione del telegrafo elettrico.

Nel 1844 veniva creato il primo collegamento telegrafico tra Washington e Baltimora grazie all’invenzione di Samuel Morse. Da questo momento sarebbe stato un mondo dove il “tempo è cessato e lo spazio svanito”, con la nascita di quello che il celebre studioso del sistema delle comunicazioni Marshall McLuhan definirà “villaggio globale”.1

×

M. McLuhan, Gli strumenti del comunicare, Milano, Il Saggiatore, 2008, pp. 23-25 (ed. or.: Understanding Media: The Extensions of Man, 1964, Prima ed. italiana: 1967).

Dopo il telegrafo, mentre Thomas Edison sperimentava il primo microfono moderno, nel 1876 fu la volta dell’invenzione del telefono (frutto degli esperimenti dell’italiano Antonio Meucci, poi perfezionati da Elisha Gray e da Alexander G. Bell) con il quale fu possibile superare molti dei limiti del sistema telegrafico. Infatti, a differenza del telegrafo, il telefono era basato sulla trasmissione della voce e quindi non era limitato ai soli documenti scritti. Inoltre, mentre il telegrafo richiedeva una qualche competenza tecnica e la capacità di decifrare l’alfabeto Morse, il telefono poteva fare a meno sia dell’una sia dell’altra. Nelle fasi iniziali il telefono era complementare e in competizione con il telegrafo. Già nel 1880 molte delle case private più benestanti possedevano un collegamento telefonico; dieci anni dopo era enormemente cresciuta non solo l’utenza dei professionisti, ma anche quella privata. Agli inizi del XX secolo, grazie alla diminuzione dei costi, il telefono era presente anche nelle case dei meno ricchi. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento si assisteva a uno sviluppo ininterrotto del sistema dei media con tecnologie sempre più sofisticate, dal grammofono al cinema, alla radio. Da questo momento i mezzi di comunicazione di massa si strutturano come un sistema interconnesso e in continua trasformazione, fino ad assumere un ruolo centrale dal punto di vista sociale e politico. Il legame con la società e la politica non si comprende se non viene inserito negli sviluppi industriali, economici e tecnici che a partire dalla metà dell’Ottocento si applicano al campo delle comunicazioni, le quali si trasformano cercando di adattarsi al nuovo pubblico di massa anonimo e indifferenziato, sviluppando strategie di finanziamento attraverso le prime forme di pubblicità e favorendo un produzione seriale.