L’Italia tra spazi mediterranei e modelli euro-americani
Quello italiano è uno spazio geo-politico che si staglia tra il Mediterraneo e l’orizzonte euro-atlantico. È, prima di tutto, una conseguenza della posizione geografica, al centro dell’Europa meridionale e nel cuore del grande mare Mediterraneo, con una “naturale” disposizione degli italiani all’incontro fra le culture e i popoli. Si pensi al retaggio storico, alla memoria e alla rielaborazione nel tempo dei miti dell’età della Roma repubblicana e imperiale o della supremazia commerciale di Venezia nello spazio del Mediterraneo. Si aggiungano le eredità politico-istituzionali degli stati italiani prima dell’unificazione nazionale.1 Nel ripercorrere le origini e le trasformazioni della politica nell’età contemporanea, occorre ricondurne forme e linguaggi ai veicoli tanto della cultura che della comunicazione e della partecipazione. Una lettura transnazionale di alcuni di quei momenti salienti, che muova dall’età del Risorgimento e dal “lungo Ottocento”, permette una migliore comprensione di questa stretta correlazione. Nella narrazione delle guerre di indipendenza e del processo di costruzione dello Stato nazionale occorre inoltre distinguere tra fatti e rappresentazioni, eventi e percezioni (pubbliche e private), con attenzione al giornalismo, alla letteratura e all’arte, alla toponomastica e ai luoghi della memoria pubblica.
Il Risorgimento fu un movimento di massa, tutt’altro che elitario, a cui presero parte attivamente molte decine di migliaia di persone, mentre altre centinaia di migliaia ad esso guardarono con favore, sulla base spesso di spinte emotive e sentimentali (di ordine affettivo e familiare, psicologico e culturale). Eppure, se vogliamo comprendere le forme diverse che assunsero la spinta al volontarismo patriottico e il processo risorgimentale – fino al sacrificio della vita –, dobbiamo considerare le azioni e le elaborazioni politiche che li accompagnarono e indirizzarono, tra aspirazioni individuali e reti relazione nella sfera pubblica (le associazioni e le forme di organizzazione, le politiche municipali e scolastiche, la presenza di istituzioni statali e della chiesa ecc.). Il tema del Risorgimento divenne del resto il terreno di una continua e ricca competizione tra le culture politiche dell’Italia contemporanea, fino ai nostri giorni. Una lettura transnazionale della politica nel corso del Risorgimento e della configurazione dello Stato liberale comporta dunque la ricollocazione di culture, pratiche e linguaggi nel contesto delle reti di relazioni e delle reciprocità di influenze che si determinarono nella costruzione della “nazione degli italiani”.